giovedì 31 luglio 2008

25/26 luglio IL BIPARTITISMO CHE NON C'E


Venerdì 25 luglio e Sabato 26 luglio si è tenuto a Todi un seminario promosso da Liberal sul tema: il bipartitismo che non c'è.
L'incontro ha visto come ospiti sia esponenti del centrosinistra che centrodestra.
Il tema dell'incontro ha appassionato la platea e personalmente ritengo sia stata un'iniziativa interessante la quale tuttavia non ha fugato i dubbi che l'elettorato del nostro partito si pone da qualche mese a questa parte: ma dove si colloca l'udc?
La dirigenza nazionale piuttosto che quella locale ha sempre sbandierato un polo di centro di cui la Costituente di Centro dovrebbe esserne il promotore. Ma da chi sarà composta questa Costituente e quale il suo ruolo? Traghettare verso un terzo polo?
Domande, come ripeto che non hanno avuto una risposta definitiva tanto è vero che il partito dialoga ancora sia con il centrodestra che centrosinistra, ma questo non è sbagliato in quanto l'obbiettivo di un partito come il nostro deve essere quello di porsi dalla parte del cittadino, di tutelare gli interessi di questi e nessuno dei due schieramenti possiede la verità rivelata per cui o col centrosinistra o col centrodestra.
Quindi a livello nazionale potrei dire che ancora non esiste una linea definita perchè anche l'idea di un terzo polo lascia alquanto perplessi soprattutto per quanto riguarda la futura composizione di questo polo: oltre all'udc chi ne farà parte? Parte di delusi dal PD così come dal PDL? E quale sarà il progetto?
Il Presidente Casini invece è stato più chiaro per quanto riguarda le alleanze locali alle prossime amministrative dicendo: vi lascio carta libera di valutare con chi allearvi.
Una risposta peraltro ovvia, perchè la realtà locale non può essere meglio conosciuta che dagli attori locali. Quindi ci saranno alleanze con il PD altre con la PDL ma anche la nascita di liste civiche, la quali ritengo in questo periodo politico potrebbero ottenere maggiore favore da parte della cittadinanza e rispondere meglio alle necessità di questa.

Federico Romano


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