martedì 15 aprile 2008

Un nuovo panorma politico

Le elezioni politiche 2008 hanno sancito il successo della PDL che sarà chiamata a governare il nostro paese per i prossimi 5 anni.
Un successo prevedibile: meno prevedibile il largo margine ottenuto sul PD sia alla Camera che al Senato e soprattutto sorprende il dato della Lega che in entrambi le assise supera l'8% aggiudicandosi 23 seggi al Senato e 47 alla Camera.
Escono dal Parlamento la sinistra radicale e i socialisti, mentre il nostro partito perde consensi ma si difende bene alla Camera (dove sarà presente con 36 deputati) mentre al Senato subisce una dèbacle, attestandosi a 3 senatori.
In Toscana l'Unione di Centro si ferma poco sopra del 4% perdendo 2 punti rispetto alle politiche 2006: nella nostra provincia il partito si assesta al 4,7% alla Camera e 3,9% al Senato.
Analizzando i voti ottenuti nei singoli comuni del nostro territorio risaltano in assoluto i dati di Piancastagnaio con un 6,61% e Cetona con un 6,03%. Il nostro partito tiene bene sia in Valdelsa che nel Chianti e precisamnete: Casole d'Elsa 5,43%, Castellina in Chianti 5,38%, Monterriggioni 5,22%, Gaiole in Chianti 4,93%, Radda in Chianti 4,55%.
Sopra la soglia del 4% si attestano anche i comuni di Buonconvento (4,29%), Montepulciano (4,07%) e Sinalunga (4,05%).
Il capoluogo senese si ferma al 4,7% alla Camera e 4,6% al Senato contro un risultato delle politiche 2006 rispettivamente del 6,9% e 7%.
Flessione più decisa nei comuni di Chiusi (dal 4,1% al 2,7%), Chianciano (dal 4,3% al 2,3%), San Gimignano (dal 4% al 2,8%), Montalcino ( dal 5,48% al 3,92%), Chiusdino (dal 4,41% al 2,39%), Monticiano (dal 3,36% al 2,04%), Murlo (dal 5,97% a 3,13%)
Tra i comuni minori hanno tenuto bene Sovicille al 3,27% (passato da 246 a 198 voti), Torrita di Siena al 3,31%(passato da 199 a 163 voti), Radicondoli al 3,66% (passato da 28 a 23 voti), Castiglion d'Orcia al 3,23% (passato da 66 a 63 voti), mentre Trequanda ha mantenuto invariato il 3,67% ottenuto nelle politiche del 2006 (34 voti).
Dalla lettura di questi risultati nasce quasi spontanea la domanda: quale futuro per il nostro partito?
Anzitutto, come commissario del movimento giovanile, voglio ringraziare Cristina, Stefano, Cristiano, Giorgio, Gianluca che si sono fortemente impegnati in questa campagna politica, dando dimostrazione di una sentita appartenenza al partito.
Abbiamo trascorso una ventina di giorni intensa: dal nostro primo incontro elettorale sul tema del merito, dalle richieste per la propaganda indiretta ai volantinaggi nei mercati, nelle città e paesi della nostro provincia.
Abbiamo viaggiato per 3.000 km con la Smart elettorale su tutto il territorio provinciale per fare arrivare ovunque il messaggio del nostro partito.
Certo, speravamo di ottenere un risultato migliore ma sono convinto che questa battuta di arresto sarà uno stimolo ad impegnarci ancora di più per affermare il nostro progetto politico: l'appuntamneto con le prossime amministrative è già dietro l'angolo.
di Federico Romano

giovedì 3 aprile 2008

Pesce d'aprile,per qualcuno forse un pò troppo indigesto

'La Dc di Pizza chiede il rinvio delle elezioni'
Così titolavano ieri le agenzie di stampa.
Il caso è oramai di dominio pubblico ma è bene ricordare brevemente l'evolversi della vicenda: nel mese di marzo il Viminale annuncia l'esclusione della lista DC di Pizza perchè il simbolo scelto è confondibile con quello dell'UDC ma il 1° aprile il Consiglio di Stato riammette la lista DC alla corsa elettorale con un ordinanza in via cautelare.
Tempestivamente il Viminale ha presentato un ricorso contro l'ordinanza del Consiglio di Stato ed un ricorso, alla Cassazione, per regolamento preventivo di giurisdizione affinchè questa decida chi ha l'ultima parola sulle questioni elettorali (il quesito posto alla Cassazione può essere così riassunto la giustizia amministrativa può stabilire chi deve e chi non deve partecipare alle elezioni?) A pronunicarsi su entrambi i ricorsi saranno le Sezioni Unite della Cassazione.
Ieri il ministro Amato ipotizzava, comunque, l'ipotesi di un rinvio del voto per consentire alla DC di Pizza di svolgere la camapgna politica.
La questione mette in gioco due interessi entrambi garantiti da una protezione costituzionale.
Da una parte il diritto di tutte le forze politiche di partecipare alle elezioni con proprie liste e candidati in condizioni di parità con le altre.
Dall'altra parte l'interesse generale a che sia garantita la continuità degli organi costituzionali ed in particolare del Parlamento, accorciando quanto più possibile i periodi nei quali questo ha una legittimazione ed operatività ridotta, come appunto capita dopo il sup scioglimento.
Sul piano strettamente giuridico, l'eventuale riammissione della DC di Pizza, potrebbe comportate una violazione dell'art. 61 Costituzione il quale stabilisce che le elezioni delle nuove camere devono svolgersi entro 70 gg. dalla fine delle precedenti.
Sul piano politico si assite ad un coro di no al rinvio della data delle elezioni ma con accenti diversi.
Infatti, mentre Silvio Berlusconi dichiara Questo Governo non riesce neppure a garantire il regolare svolgimento delle elezioni. Il rinvio del voto è da paese sudamericano, ma Pizza esagera e sappia che se insiste si scorda l'apparentamento con noi, molto più pacatamente Pierferdinanddo Casini, prima scherzosamete e poi più seriamente, dichiara Se slittano le elezioni vorrà dire che faremo 10 gg. in più di campagna elettorale, ma non ditelo a mia moglie perchè ho paura della sua reazione. Comunque, faremo quello che le autorità stabiliranno ed in ogni caso per noi non cambia nulla.
D'altronde l'operazione Pizza fu creata da Berlusconi con l'unico intento di sgambettare l'Unione di Centro (tentativo peraltro miseramente fallito) per cui, evocando una neo legge del contrappasso, potremmo affermare chi di DC colpisce, di DC perisce.
di Federico Romano