'La Dc di Pizza chiede il rinvio delle elezioni'
Così titolavano ieri le agenzie di stampa.
Il caso è oramai di dominio pubblico ma è bene ricordare brevemente l'evolversi della vicenda: nel mese di marzo il Viminale annuncia l'esclusione della lista DC di Pizza perchè il simbolo scelto è confondibile con quello dell'UDC ma il 1° aprile il Consiglio di Stato riammette la lista DC alla corsa elettorale con un ordinanza in via cautelare.
Tempestivamente il Viminale ha presentato un ricorso contro l'ordinanza del Consiglio di Stato ed un ricorso, alla Cassazione, per regolamento preventivo di giurisdizione affinchè questa decida chi ha l'ultima parola sulle questioni elettorali (il quesito posto alla Cassazione può essere così riassunto la giustizia amministrativa può stabilire chi deve e chi non deve partecipare alle elezioni?) A pronunicarsi su entrambi i ricorsi saranno le Sezioni Unite della Cassazione.
Ieri il ministro Amato ipotizzava, comunque, l'ipotesi di un rinvio del voto per consentire alla DC di Pizza di svolgere la camapgna politica.
La questione mette in gioco due interessi entrambi garantiti da una protezione costituzionale.
Da una parte il diritto di tutte le forze politiche di partecipare alle elezioni con proprie liste e candidati in condizioni di parità con le altre.
Dall'altra parte l'interesse generale a che sia garantita la continuità degli organi costituzionali ed in particolare del Parlamento, accorciando quanto più possibile i periodi nei quali questo ha una legittimazione ed operatività ridotta, come appunto capita dopo il sup scioglimento.
Sul piano strettamente giuridico, l'eventuale riammissione della DC di Pizza, potrebbe comportate una violazione dell'art. 61 Costituzione il quale stabilisce che le elezioni delle nuove camere devono svolgersi entro 70 gg. dalla fine delle precedenti.
Sul piano politico si assite ad un coro di no al rinvio della data delle elezioni ma con accenti diversi.
Infatti, mentre Silvio Berlusconi dichiara Questo Governo non riesce neppure a garantire il regolare svolgimento delle elezioni. Il rinvio del voto è da paese sudamericano, ma Pizza esagera e sappia che se insiste si scorda l'apparentamento con noi, molto più pacatamente Pierferdinanddo Casini, prima scherzosamete e poi più seriamente, dichiara Se slittano le elezioni vorrà dire che faremo 10 gg. in più di campagna elettorale, ma non ditelo a mia moglie perchè ho paura della sua reazione. Comunque, faremo quello che le autorità stabiliranno ed in ogni caso per noi non cambia nulla.
D'altronde l'operazione Pizza fu creata da Berlusconi con l'unico intento di sgambettare l'Unione di Centro (tentativo peraltro miseramente fallito) per cui, evocando una neo legge del contrappasso, potremmo affermare chi di DC colpisce, di DC perisce.
di Federico Romano
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